«Mai nulla di splendido è stato realizzato se non da chi ha osato credere che dentro di sé

ci fosse qualcosa di più grande delle circostanze»

                                      


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Escher, oltre il possibile

E allora andiamo a cercare di salire le montagne, senza stare fermi in basso, ma spingendoci verso quello che c’è sopra di noi.

Per quanto mi riguarda, le stelle. Amen.

 

Prorogata fino a domenica 11 febbraio la mostra a Palazzo Blu. In visita il 24 gennaio con le quinte.

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"Nel desiderio di evocare un mondo ideale, quasi un universo parallelo fatto di rigore e di limpide linee, l’atteggiamento di Escher assomiglia molto, a quasi mezzo millennio di distanza, a quello di frà Luca Pacioli. Nei suoi celebri trattati di matematica scritti in volgare alle soglie del ‘500, come la «Summa de Aritmetica» o il «De Divina Proportione» Pacioli descrive un mondo perfetto, una utopistica armonia universale basata sulla perfezione della geometria… Il confronto tra le incisioni di Escher e due tarsie lignee del primo Cinquecento esposte in mostra, documenta come al pari di Luca Pacioli e degli artisti rinascimentali anche Escher abbia studiato e illustrato i cinque solidi regolari descritti da Platone nel dialogo del Timeo  e composti dall’unione di facce fra loro uguali: tetraedro, esaedro, ottaedro, icosaedro, dodecaedro.

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 Seguendo il filosofo greco, ciascuna di queste figure geometriche può essere associata agli elementi che compongono il cosmo… Ma, con un guizzo di ironia, nella xilografia «Stelle» del 1948 i solidi geometrici che vorticano nello spazio oscuro del firmamento quasi anticipando una celeberrima sequenza di un capolavoro del cinema di fantascienza diventano ironiche gabbie da cui si affacciano spiritosi e stupefatti camaleonti”. (Dal catalogo della mostra)